12 anni dal terremoto a L’Aquila

Dodici anni fa, alle 3 e 32 italiane del 6 aprile 2009, una scossa di magnitudo stimata Mw 6.1 (Bollettino Sismico Italiano, BSI), magnitudo stimata Mw 6.3 nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani 2015 (CPTI15) e nel Catalogo European-Mediterranean Regional Centroid-Moment Tensors (RCMT), colpisce una vasta area della provincia dell’Aquila e viene avvertita in tutta l’Italia centrale. La scossa principale si è verificata dopo alcuni mesi di scosse di energia moderata, molte delle quali avvertite dalla popolazione. Il terremoto provoca danni gravissimi: 309 vittime, 1.600 feriti e oltre 70.000 sfollati.

La serie di mappe illustra l’andamento della sismicità nella regione aquilana e nell’area subito a nord, dove si è avuta la sequenza del Centro Italia a partire dal 2016. Il periodo rappresentato va dal 2007 al 2020, a intervalli di due anni. Sono mostrati solo gli eventi con magnitudo superiore a 3.

Si nota che la sismicità nel biennio 2007-2008 è stata ovunque modesta e sparsa, per aumentare bruscamente in occasione del biennio 2009-2010, periodo dominato dalla sequenza dell’Aquila.

Nei due periodi successivi (2011-2012 e 2013-2014) la sismicità si dirada notevolmente in tutta la regione, per riprendere nel periodo 2015-2016, in particolare dopo il 24/8/2016), rimanere alta nel biennio 2017-2018 e poi diradarsi nuovamente nel periodo successivo (2019-2020).

Per quanto riguarda la zona dell’Aquila, di cui oggi ricorre il dodicesimo anniversario, si nota che l’attività sismica principale (riferendosi quindi agli eventi di magnitudo 3 o superiori) è rimasta limitata al periodo 2009-2010, mentre non mostra un’attività maggiore durante la sequenza del 2016-2017 di Amatrice-Norcia-Visso. Quest’ultimo settore risulta oggi ancora attivo, con una frequenza di eventi ancora superiore al periodo pre-2016.

 

Gli studi sul terremoto del 2009, seguiti da quelli sulla sequenza sismica del Centro Italia, hanno permesso di comprendere molti dettagli dei processi sismogenetici e della pericolosità dell’Appennino.
La ricerca prosegue, forse un giorno i ricercatori riusciranno a prevedere alcuni terremoti, ma quel giorno è ancora lontano. E’ importante proseguire con la prevenzione: ricostruzioni sicure e adeguamenti/rinforzi sismici. Prima che arrivi il prossimo terremoto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Alcuni articoli sul terremoto del 2009 già pubblicati su questo blog:

L’inizio e la fine della sequenza sismica dell’Aquila

Cinque anni dal terremoto dell’Aquila

Quattro anni dal terremoto dell’Aquila

 


Licenza

Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.