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La mostra INGV “Terremoti: attenti agli elementi. Dettagli che salvano la vita”, un percorso espositivo per rendere più sicure le nostre case

Durante un terremoto, quanto influisce il tipo di terreno sotto la nostra casa?

E quanto le caratteristiche degli edifici?  E se la nostra casa non subisce lesioni, siamo ugualmente a rischio?

Con la mostra “Terremoti: attenti agli elementi! Dettagli che salvano la vita”, in esposizione presso il Festival della Scienza di Genova dal 24 ottobre al 4 novembre 2019, si analizzano le caratteristiche dei terremoti, con particolare attenzione a quegli aspetti che riguardano l’ingegneria, l’interazione tra i tipi di terreno e i fenomeni di amplificazione sismica, le caratteristiche degli edifici e la loro risposta alla sollecitazione ricevuta. Tutti aspetti poco noti sui terremoti ma importanti per la nostra sicurezza.

L’iniziativa, frutto di una collaborazione tra Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Fondazione Eucentre e ricercatori dell’Università di Genova, ha carattere interattivo ed è arricchita da laboratori che puntano a coinvolgere il visitatore. Con giochi ed esperimenti si mettono in evidenza le semplici ma fondamentali azioni di prevenzione che possono ridurre il rischio sismico e i danni alle cose e alle persone durante e dopo un terremoto.

I terremoti hanno costruito e modellato, insieme ad altri fenomeni naturali, il territorio in cui viviamo. Gli eventi sismici non possono essere evitati né fermati, ma la popolazione può prepararsi e agire per ridurne i danni. La mostra “Terremoti: attenti agli elementi” vuole attirare l’attenzione sulla vulnerabilità degli edifici e sulle azioni che possono contenerla.

Le domande chiave che si vogliono suscitare vengono proposte attraverso un filmato introduttivo che, prendendo spunto da casi reali di terremoti che hanno recentemente colpito la penisola italiana, conducono il visitatore in un’analisi dei “punti” deboli (gli elementi del titolo).

Si tratta di situazioni spesso poco considerate nel bilancio del terremoto ma che hanno una grande importanza. La prima parte del percorso definisce e illustra gli elementi, strutturali e non strutturali, che costituiscono un edificio: pilastri, travi e murature portanti da una parte, finestre, impianti, arredi e suppellettili dall’altra.

Si passa quindi alla descrizione del fenomeno terremoto. La strumentazione installata in una stazione sismica mostra come si misurano le accelerazioni del suolo causate dagli eventi sismici. Si esaminano gli effetti in superficie dei terremoti, che dipendono dalle rocce o dai terreni attraversati dalle onde sismiche così come dalla morfologia del territorio, che modificano l’ampiezza, la frequenza e la durata del movimento del suolo.

Due exhibit mostrano un altro importante fenomeno locale legato al terremoto: la liquefazione dei terreni. In uno dei due exhibit è simulato il fenomeno con i suoi effetti. Nel secondo si osserva la rappresentazione tridimensionale dei danni che provoca. Segue una sezione relativa al diverso comportamento che hanno gli edifici in base alle loro caratteristiche costruttive. Modellini di altalene e di pendoli aiutano a capire con quanta forza le case possono essere scosse dai terremoti.

Sono messe a confronto diverse tipologie di edifici, per esempio quelli costruiti in muratura o in cemento armato, sollecitati dallo stesso terremoto. Le differenti risposte sono simulate con l’ausilio di una tavola vibrante tramite modellini in scala di diverse tipologie di edifici, in cui sono presenti sia elementi strutturali che non strutturali.

Ma come capire quali edifici possono resistere al terremoto? Se ne parla nella sezione conclusiva della mostra. Qui si cerca di individuare quali fattori determinano la vulnerabilità degli edifici, e quali azioni si possono adottare per ridurla e rendere più sicure le abitazioni. In una zona ad alta sismicità ci sono buone probabilità di avvertire un terremoto. L’intento della mostra è quello di rendere il visitatore consapevole della possibilità che accada e preparare la propria abitazione e gli altri ambienti di studio, gioco, lavoro, a questa eventualità.

Poiché ognuno ha un ruolo cruciale nella messa in sicurezza delle case e delle città, il messaggio che si vuole veicolare è la necessità di agire prima che il prossimo terremoto avvenga per fare in modo che i luoghi di vita e di lavoro siano pronti. Il tema della prevenzione è illustrato mediante diversi livelli di intervento che partono dall’essere informati sui vari aspetti necessari per potenziare la sicurezza della propria casa, per poi passare alle azioni vere e proprie.

In dettaglio, il percorso della prevenzione parte dalla conoscenza della pericolosità sismica della zona di residenza, illustrata con la mappa della pericolosità sismica d’Italia.

Il secondo passo è conoscere la vulnerabilità delle proprie abitazioni; il terzo passo è intervenire per migliorarne la sicurezza. Si sottolinea che in ciascuno di questi passaggi bisogna rivolgersi a chi ha la giusta competenza. La casa in cui viviamo è come un paziente malato per il quale si ricorre a un medico specialista. Nel caso delle costruzioni, la competenza è quella dei tecnici esperti in ingegneria sismica.

Per quanto riguarda gli elementi non strutturali di un edificio ci si sofferma soprattutto su quelli che possono stimolare un comportamento pro-attivo del cittadino: sono quegli elementi interni alle nostre case o negli ambienti di studio, gioco e lavoro, su cui è possibile intervenire subito, facilmente e senza ricorrere a un esperto. Finestre, mobili, scaffali, quadri possono rompersi, cadere, danneggiarsi e procurare altri danni. Il tema della loro messa in sicurezza è affrontato all’interno della mostra mediante un laboratorio interattivo che consiste nel costruire e comporre in modo corretto gli interni di una abitazione, e con giochi a squadre adatti a giovani e adulti. Qui le parole chiave della prevenzione, anche contenute nel video, sono: sposta gli oggetti che potrebbero colpirti e i mobili che potrebbero bloccare le vie di fuga; proteggi gli oggetti fragili di valore; fissa gli oggetti che potrebbero colpirti e fissa i mobili alti alla parete. Sostanzialmente un invito ad adeguare la propria casa, rivolgendosi agli esperti per gli interventi più impegnativi.

La mostra si conclude con il selfie-ricordo dei visitatori.

Per il Festival della Scienza di Genova, la mostra “Terremoti: attenti agli elementi! Dettagli che salvano la vita” è allestita nel Museoteatro della Commenda, in Piazza della Commenda, 1, Genova, ed è visitabile dal 24 ottobre al 4 novembre con i seguenti orari: feriali ore 10:00-17:00; sabato e festivi ore 10:00-18:00. Ma non si ferma qui. La mostra è itinerante e sarà allestita anche a Grottaminarda, a Varese e in altri luoghi.

Info e prenotazioni: http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/terremoti-attenti-agli-elementi.html

A cura di Maddalena De Lucia, Gemma Musacchio, Stefano Solarino, Fabrizio Meroni, Elena Eva, Salvatore Marino, Lorenzo Scandolo, con la collaborazione del Laboratorio Grafica e Immagini – Daniela Riposati e Francesca Di Laura.


Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale

Una story map dello sviluppo della Rete Sismica Nazionale

Come si registravano i terremoti prima dell’evento in Irpinia del 1980?

Come si è evoluta e sviluppata la Rete Sismica Nazionale (RSN) dai pochi punti di osservazione sparsi sul territorio nazionale fino alle centinaia di stazioni multiparametriche dei nostri giorni?

In occasione del Ventennale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGVterremoti ha realizzato una nuova story map che racconta lo sviluppo negli anni di una delle infrastrutture più importanti dell’Istituto che ha permesso, e permette, di monitorare la sismicità in Italia e nel Mondo e di assicurare il servizio di sorveglianza sismica del nostro territorio per il Dipartimento della Protezione Civile.

La story map propone una ricostruzione storica dello sviluppo della rete di monitoraggio dell’INGV (prima ING) che, all’inizio degli anni ’80, a seguito del terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980, venne centralizzata per fornire un servizio di monitoraggio e sorveglianza a livello nazionale in tempo reale o quasi. Nacque così il primo prototipo di Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), che contava una trentina di stazioni ubicate sul territorio italiano, per lo più presso gli osservatori pubblici e/o privati esistenti.

Attraverso l’ausilio di alcune mappe interattive, testi, foto, video, immagini storiche e recenti vengono raccontati i principali aspetti relativi allo sviluppo tecnologico e strumentale delle stazioni di monitoraggio (sensori, ricevitori, trasmissione dati, alimentazione), all’incremento del numero di stazioni e infine alla conseguente evoluzione del servizio di sorveglianza (localizzazioni eventi, turnazione H24, comunicazione verso DPC e il pubblico).

Immagini dei primi del Novecento di alcuni Osservatori sismologici operativi in Italia: sede storica dell’Osservatorio Vesuviano (in alto a sx), Osservatorio del Collegio dell’Opera Pia “Alberoni” di Piacenza (in alto a dx), Osservatorio Meteorico e Geodinamico del Comizio Agrario di Reggio Calabria (in basso a dx), Regio Osservatorio Geofisico di Pavia (in basso a sx).

Le aree tematiche sviluppate nella story map per raccontare negli anni la RSN sono:

  • Il monitoraggio sismico prima del 1980
  • La Rete Sismica Nazionale negli anni ‘80, la centralizzazione
  • La nascita della Rete MEDNET e della tecnologia digitale
  • Lo sviluppo della Rete negli anni 2000 e il Progetto CESIS
  • La stazione di monitoraggio multiparametrica
  • La Rete Sismica Nazionale Integrata
  • Il servizio di sorveglianza sismica del territorio nazionale

La story map evidenzia alcuni aspetti fondamentali nell’evoluzione del monitoraggio in Italia: per esempio come nei primi anni 2000, con lo sviluppo di stazioni e reti digitali con trasmissione dei dati satellitare, si assiste ad una crescita esponenziale del numero di stazioni della Rete Sismica Nazionale, che passa nel giro di tre-quattro anni, da un centinaio di stazioni analogiche, a quasi 300 stazioni digitali multiparametriche affiancando ai sensori tradizionali come velocimetri e accelerometri, anche GPS geodetici e strumenti per la misura del Radon, installati nel medesimo sito di stazione.

Stazione di monitoraggio permanente satellitare di JOPP-Joppolo (VV) della Rete Sismica Nazionale.

Oggi la Rete Sismica Nazionale Integrata, grazie anche al contributo dei dati provenienti da stazioni estere, installate in regioni confinanti, conta ormai quasi 500 stazioni in tempo reale.

Mappa della Rete Sismica Nazionale Integrata (agg. settembre 2019).

Dagli anni ’80 l’incremento del numero di stazioni della RSN è molto evidente: si è passati dalle circa 80 stazioni nel 1986 ad oltre 500 in questi ultimi anni. Un confronto tra gli intervalli temporali più significativi per lo sviluppo della RSN può essere visualizzato attraverso le 4 mappe interattive sincronizzate riportate qui di seguito. In ciascuna mappa sono rappresentate in arancio le stazioni dell’INGV (prima ING) e in magenta le stazioni collegate alla RSN gestite da altri Enti, Università, Osservatori, ecc.

Lo sviluppo della Rete Sismica Nazionale dell’INGV dagli anni ’80 ad oggi in 4 mappe interattive  sincronizzate (1986-1996-2008-2019).

Il modello utilizzato per la realizzazione della story map è lo “Story Map Cascade℠” (https://storymaps.arcgis.com/en/app-list/cascade/) che consente di combinare testo narrativo con mappe, immagini e contenuti multimediali in un’esperienza di scorrimento a schermo intero molto coinvolgente.  In una story map di tipo “Cascade” le sezioni contenenti testo e media in linea possono essere intervallate da sezioni “immersive” che riempiono lo schermo con mappe, immagini e video, ideale per creare storie avvincenti e approfondite, facilmente consultabili dagli utenti.

La story map è stata realizzata da M. Pignone, A. Nardi, A. Delladio, P. Battelli e R. Moschillo. Hanno contribuito alla raccolta delle immagini e dei testi: R. Di Maro, E. Lencioni, S. Mazza, S. Rao e A. Amato.

La story map è stata inserita nella galleria StoryMaps & Terremoti ed è disponibile al seguente LINK.

A cura di Maurizio Pignone e Anna Nardi (INGV – Osservatorio Nazionale Terremoti)


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Il 12 e 13 ottobre la nona edizione di Io Non Rischio

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Il 12 e 13 ottobre 2019 in centinaia di piazze italiane torna la campagna nazionale di comunicazione “Io Non Rischio”, giunta alla sua nona edizione.  Migliaia di volontari di associazioni di protezione civile, dopo aver seguito, nei mesi scorsi, un percorso formativo comune, coordinato dalle rispettive Regioni e realizzato da una rete di “formatori” esperti, anch’essi volontari, saranno presenti nelle loro realtà locali per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali presenti sul territorio e renderli responsabili e attivi nella riduzione di tali rischi.

Insieme ai consueti punti informativi nelle piazze, in molte realtà saranno organizzate iniziative collaterali, in particolare veri e propri percorsi di trekking urbano, alla scoperta delle tracce dei rischi che caratterizzano il territorio.

Lo slogan che identifica la campagna “Io Non Rischio” è l’affermazione di un proposito ben preciso, è una dichiarazione di intenti che ogni cittadino e ogni comunità può fare come parte attiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile, così come previsto dal nuovo “Codice”.

I temi affrontati dalla campagna, oltre a quelli ormai consolidati (terremoto, maremoto, alluvione), si arricchiscono quest’anno del rischio vulcanico in una versione sperimentale per l’area flegrea – che sarà realizzata sabato 19 ottobre -, in occasione dell’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2019” prevista dal 16 al 20 ottobre.

Volontari della Campania “a lezione” di Io non rischio Vulcano Campi Flegrei in vista dell’esercitazione

La campagna IO NON RISCHIO, che quest’anno apre la “Settimana della Protezione Civile”, è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile, da INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ANPAS – Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze, Fondazione CIMA e ReLUIS – Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismicaed è realizzata in collaborazione con Regioni e Comuni.

L’INGV, come promotore  e partner scientifico della campagna, ha contribuito e contribuisce attivamente alla ideazione e produzione dei materiali di comunicazione, alla formazione dei volontari che vanno in piazza sui rischi terremoto e maremoto (da quest’anno anche sul rischio vulcanico) – fornendo direttamente alle associazioni spunti e materiali per la progettazione degli allestimenti di piazza –  e a tutte le numerose attività di comunicazione, tra le quali lo sviluppo delle mappe interattive per il portale www.iononrischio.it.

L’elenco delle centinaia di piazze italiane interessate dall’evento il prossimo 12 e 13 ottobre è disponibile – in costante aggiornamento – sulla pagina web ufficiale della campagna dove è disponibile ulteriore materiale informativo.

Per promuovere e sostenere l’iniziativa attraverso i social si possono utilizzare gli hashtag ufficiali della campagna per il 2019: #iononrischio e #iononrischio2019.

social

Problemi tecnici lista web terremoti.ingv.it [risolto]

[AGGIORNAMENTO 08-10-19 ore 14:30] i problemi tecnici sono stati risolti ed il servizio di aggiornamento ripristinato.

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Il servizio di aggiornamento in tempo reale della lista terremoti terremoti.ingv.it non sarà garantito nelle prossime ore,  in seguito ad un distacco improvviso di corrente elettrica ed al conseguente danneggiamento di alcuni server.

Le informazioni in tempo reale sono in ogni caso garantite al Dipartimento di Protezione Civile attraverso i consueti protocolli di comunicazione concordati.

Sono operativi per tutti sia il canale Twitter @ingvterremoti che la pagina Facebook (per eventi di magnitudo superiore a 2.5) mentre sarà possibile reperire sul blog ingvterremoti.wordpress.com informazioni più dettagliate su eventuali terremoti di magnitudo superiore a 4.0.

Ci scusiamo per il disservizio.

Le iniziative INGV per la notte Europea dei Ricercatori

Mancano pochi giorni al prossimo appuntamento della Notte Europea dei Ricercatori. I ricercatori INGV, a fianco dei colleghi di Università ed Enti di ricerca, animeranno, Venerdì 27 settembre, le piazze di BolognaPisaLuccaMilanoL’AquilaPalermoNapoli e Catania.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, finanziate dal programma Horizon 2020, nasce per diffondere la cultura scientifica e incentivare le professioni della ricerca creando occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini. Ogni anno dal 2005, l’ultimo venerdì del mese di settembre, i ricercatori incontrano il pubblico per raccontare il proprio lavoro aprendo i laboratori e occupando le strade e le piazze di centinaia di città in tutta Europa.

Per il biennio 2018-2019 la Commissione Europea ha scelto e finanziato 55 progetti fra le 128 proposte ricevute. Ben nove di questi progetti sono italiani e coinvolgono 116 città del nostro paese (www.nottedeiricercatori.it).

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Farsi conoscere, raccontare la propria ricerca, avvicinare ed incuriosire le future generazioni sono le motivazioni che spingono ogni anno i ricercatori dell’INGV a partecipare con entusiasmo alla Notte Europea dei Ricercatori. Il nostro Istituto è tra i promotori del progetto SOCIETY, ed è partner locale in molte città nell’ambito dei progetti  BRIGHT,  SHARPER.

Insomma, le occasioni per parlare di vulcani, terremoti e ambiente non mancheranno. Venite a trovarci? Ecco dove saremo:

italia
Le città coinvolte dalla Notte dei Ricercatori dove l’INGV sarà presente

Vediamo insieme i programmi!

Partiamo da Palermo, dove dalle 19.00 alle 24.00, nel Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61), sarà allestito uno stand espositivo in cui l’INGV proporrà il VOLCANO LAB Vulcani e Terremoti: tweet dall’interno della Terra!. I ricercatori mostreranno un modello di vulcano e il funzionamento di un sismografo e illustreranno le caratteristiche dell’attività vulcanica e sismica del nostro territorio attraverso strumenti multimediali e campioni di rocce vulcaniche siciliane. Si illustreranno le caratteristiche geologiche del nostro Paese e la carta della pericolosità sismica in Italia.

Programma

palermo
Postazione INGV della Sezione di Palermo alla Notte della Ricerca 2018

Catania, l’Osservatorio Etneo apre le porte ai cittadini per incontrare ricercatori e tecnici che, con passione e professionalità, osservano, monitorano e studiano i vulcani attivi siciliani.

La prima parte del pomeriggio è dedicata ai più piccoli, bambini della scuola primaria, previa prenotazione, potranno partecipare al laboratorio sull’osservazione delle rocce vulcaniche, finalizzato alla comprensione di aspetti e peculiarità dei vulcani.

La seconda parte del programma è rivolta a tutti, studiosi, curiosi e appassionati, che potranno incontrare e conversare con alcuni dei ricercatori dell’Osservatorio Etneo, partecipando ad una o più conferenze che inizieranno a partire dalle ore 19:30.

Durante l’evento sarà possibile visitare la Sala Operativa dell’osservatorio, luogo di particolare attrattiva per conoscere le attività di sorveglianza e monitoraggio che l’istituto conduce, ormai, da parecchi anni. Inoltre, per l’occasione, saranno allestiti spazi espositivi dove osservare alcuni degli strumenti che permettono una efficace ed efficiente sorveglianza del vulcano Etna.

Programma

La sezione di Napoli dell’INGV partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto nazionale SHARPER. La manifestazione principale si terrà il giorno 27 settembre e sarà preceduta da una serie di eventi pre-notte. Tra questi, una mattinata informativa sul cambiamento climatico per gli studenti delle scuole superiori che si terrà il 24 settembre presso la facoltà di Architettura, a Palazzo Gravina; gli organizzatori sono INGV, INAF, DIARC e DISTAR dell’Università Federico II.

Per la serata del 27 settembre, dalle 18 alle 23 circa, l’INGV sarà presente all’Accademia di Belle Arti e in Piazza del Gesù a Napoli, e al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, a Portici.

A Piazza del Gesù l’INGV Osservatorio Vesuviano sarà presente con attività laboratoriali e dimostrazioni scientifiche incentrate sul vulcanismo napoletano e sul monitoraggio dei vulcani. Per celebrare il 50° anniversario dell’uomo sulla Luna, ci sarà un approfondimento sui lunamoti, studio cominciato già nel 1969 con l’installazione del primo sismografo lunare.

All’Accademia di Belle Arti sarà presente una postazione INGV in collaborazione con il CNR-IGAG e il DST dell’Università di Roma Sapienza dedicata al gas Radon e al progetto Respire.

Infine, nel Museo di Pietrarsa, alle ore 20.00 il ricercatore Giovanni Ricciardi dell’INGV OV dialogherà sul tema delle catastrofi con storici del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università Federico II.

Programma

napoli
Napoli, attività divulgativa presso postazione INGV Osservatorio Vesuviano

Roma la Notte Europea dei Ricercatori verrà celebrata qualche giorno dopo: il 29 settembre 2019 ricorrono i vent’anni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La ricorrenza sarà ricordata nella sede nazionale dell’INGV a partire dal 29 settembre, 30 settembre e 1 ottobre a Roma. Per questo motivo a Roma la notte europea dei ricercatori si svolgerà domenica 29 settembre 2019 con un open day aperto al pubblico dalle 10 alle 19. Durante l’open day il pubblico potrà visitare cinque percorsi tematici: Ambiente, Terremoti, Vulcani, assistere a cicli di conferenze su diversi temi scientifici con un intermezzo con musica dal vivo, visitare la sala di monitoraggio sismico e di allerta tsunami. In ciascun percorso ci sarà un’area gioco dedicata a bambini e ragazzi. Maggiori informazioni e programma completo degli eventi al link:

Programma

roma
Sala di monitoraggio della sede di Roma

Il progetto SHARPER coinvolgerà anche la città di L’Aquila. I ricercatori INGV saranno presenti in Piazza Duomo a partire dalle ore 17:00 con INGV EXPERIENCES per divertire  i bambini con il laboratorio Costruisci un vulcano, anzi due, con il nuovo gioco di società Escape Vulcano e con la favola del Drago Aidar. Ci sarà poi l’angolo A Restless Planet, dove  i visitatori saranno accolti con la sala sismica virtuale in tempo reale; sarà anche possibile approfondire i temi di terremoti e vulcani con exhibit, pannelli esplicativi, video interattivi. Le attività con le scuole prevedono due appuntamenti: il vulcanologo Gianfilippo De Astis terrà la conferenza Stromboli, un vulcano irrequieto (Auditorium del Parco, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), per ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado. Si andrà alla scoperta di uno dei vulcani più attivi al mondo, che gli antichi chiamavano il “faro del Mediterraneo” per via della sua attività eruttiva persistente, detta appunto “stromboliana”.  Il sismologo Gianluca Valensise, con Perchè i terremoti fanno danni? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado, illustrerà come la vulnerabilità dei centri storici aumenti al crescere del tempo trascorso dall’ultimo forte terremoto: un fenomeno dovuto sia all’invecchiamento degli edifici, sia a una sorta di “smemorizzazione” che di fatto limita gli interventi di miglioramento sismico.

Infine, Lucilla Alfonsi, esperta di geomagnetismo e ionosfera, terrà la conferenza Tempeste solari e GPS: esiste il rischio di perdere la rotta? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 18.30) e racconterà tutti i segreti delle tempeste solari e di come possano influire sul funzionamento dei sensori GPS che ciascuno di noi ha nello smartphone.

Programma

 

Programma per le scuole

 

Conferenze pomeridiane

aquila
Edizione Sharper a L’Aquila 2018

Salendo in Toscana, i ricercatori INGV partecipano alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto Bright. Il filo conduttore delle attività proposte a Pisa sono i vulcani. Lo STAND DELLA RICERCA, in Largo Ciro Menotti, From Marsili to Mars: Vulcani dagli abissi allo spazio darà ai visitatori la possibilità di navigare nei fondali del Mar Tirreno alla scoperta dei vulcani sottomarini per poi volare su Marte ad esplorare il Mons Olympus, la montagna più elevata del sistema solare. Non mancherà un aggiornamento sulle due eruzioni parossistiche che hanno recentemente interessato l’isola di Stromboli e sulle attività che l’INGV affronta in stato di emergenza. Al Chicchessia – Piazza Chiara Gambacorti – alle 19:30 si parlerà inoltre di come le grandi eruzioni vulcaniche del passato abbiano influenzato la storia dei popoli con l’APERITIVO DELLA RICERCA Quell’anno successe che….

Lucca, all’interno del Chiostro di San Francesco, il tema dell’esposizione è Quando gli abissi raccontano il clima: un viaggio nel tempo che ripercorre i cambiamenti climatici della Terra ricostruiti grazie agli indizi che hanno lasciato nelle concrezioni di grotta e nei sedimenti dei fondali marini.

Programma

pisa
Pisa, Largo Ciro Menotti, edizione Bright 2018

L’INGV sarà presente anche a Bologna dove la Notte Europea dei Ricercatori è animata dal progetto SOCIETY. Venerdì 27 settembre dalle 18.00 a mezzanotte, saremo in via Zamboni e proporremo uno sguardo sul nostro pianeta irrequieto, per raccontare diversi processi geologici attraverso exhibit, filmati e semplici attività interattive adatte anche ai bambini. Quest’anno, una particolare attenzione verrà data all’isola di Stromboli e alle due eruzioni parossistiche che sono avvenute nel corso dell’estate.

Alle 22 presso la Scuderia di Piazza Verdi, proporremo insieme ai filosofi dell’Università di Bologna una conversazione pubblica fra scienza e filosofia: insieme ai partecipanti cercheremo di valutare se, come e quando il parere esperto è utile e necessario a guidare le scelte della società civile.

Programma

bologna
Bologna, la postazione dell’INGV nell’edizione 2018

Milano, INGV torna per la quinta volta consecutiva alla Open Night del Museo della Scienza e Tecnologia, che quest’anno celebra i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. Nell’incontro Draghi, pendoli e sismometri si parlerà della storia della sismologia, del contributo di Leonardo allo studio dei terremoti e degli accorgimenti antisismici che egli disegnò.

I numerosi progetti che animeranno la Notte Europea dei Ricercatori sono il risultato dello sforzo congiunto di ricercatori che appartengono a tutti i principali enti di ricerca insieme agli atenei più prestigiosi. Scopri di più esplorando i siti del progetto più vicino a te!


BRIGHT

BRIGHT significa “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in research” e simboleggia l’aspetto positivo dell’attività di ricerca e un messaggio di fiducia al grande pubblico. Il progetto è volto a migliorare la visibilità e la percezione del lavoro dei ricercatori tra la cittadinanza della Regione Toscana. BRIGHT porterà circa 1500 ricercatori nelle strade del centro storico di 14 città, e aprirà le porte dei laboratori ai cittadini. Bright è promosso da una squadra ormai consolidata che comprende, oltre alla Regione Toscana, le Università di Siena, Firenze e Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola IMT Alti Studi Lucca, il CNR (area della ricerca di Pisa), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Sezione di Pisa).

Il progetto BRIGHT è finanziato dalla Commissione Europea – Azioni Marie Skłodowska-Curie – H2020-MSCA-NIGHT-2018 – G.A. 818515.

SHARPER

SHARPER (SHAring Researchers’ Passions for Evidences and Resilience) è il progetto nazionale della Notte Europea dei Ricercatori che trasforma le città in laboratori a cielo aperto, i laboratori di ricerca in piazze e i luoghi storici in contesti da esplorare insieme ai ricercatori. In questi spazi SHARPER creerà occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini con oltre 600 iniziative realizzate da più di 4000 ricercatori in 12 capoluoghi di provincia di 8 regioni accomunati dalla passione per la ricerca e la scoperta. La collaborazione con 250 partner culturali ed enti di ricerca nazionali e internazionali è la base per raccontare la passione dei ricercatori per le sfide complesse e la ricerca di soluzioni efficaci che riguardano ogni cittadino. Sfide e soluzioni raccontate attraverso formati innovativi che vanno dai giochi di ruolo ai trekking urbani, e parlano di ricerca di base e innovazione tecnologica. Le iniziative di Shaper 2019 si caratterizzano per l’interdisciplinarietà e la collaborazione tra ricercatori degli ambiti più diversi e sono tutte inserite nel programma ufficiale dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

SOCIETY

How do you spell RESEARCH? SOCIETY – Science, histOry, Culture, musIc, Environment, arT, technologY. Il progetto si propone di esplorare le possibili intersezioni tra scienza, cultura e società. Un obiettivo che si riflette in un aspetto distintivo del territorio: a Bologna il sistema della ricerca è da sempre fortemente integrato e interdisciplinare, grazie alla compresenza locale dei principali enti di ricerca nazionali, del centro di supercalcolo nazionale, insieme all’ateneo bolognese, fra i più antichi e prestigiosi in Italia. Il progetto, che si sviluppa lungo tutto il mese di settembre con un ricco calendario, si avvale della collaborazione con le principali realtà culturali, territoriali e associative del territorio.

Il progetto Society, coordinato dal Consorzio Interuniversitario CINECA è proposto da Università di Bologna, Consiglio Nazionale delle Ricerche Area di Bologna (CNR), Istituto nazionale di Fisica Nucleare (INFN) Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ComunicaMente, è stato finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, Grant Agreement n. 819090.

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