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Evento sismico Mw 6.2, Costa Albanese settentrionale (Albania)

Aggiornamento [27 novembre 2019 ore 10:00]

A questo link è possibile trovare un breve aggiornamento sull’evento e l’inquadramento tettonico della regione.


Aggiornamento [26 novembre 2019 ore 20:15]

Dopo l’evento Mw 6.2 avvenuto alle 3:54, nella giornata odierna si sono susseguite varie scosse di una certa rilevanza. In particolare sono riportate sul sito terremoti.ingv.it quelle con magnitudo superiore a 5:

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Dalla lista si vede che attraverso analisi più approfondite la Magnitudo momento per l’evento principale è stata rivista a Mw 6.2 dalla stima iniziale di Mw 6.5. Le scosse nell’area epicentrale di magnitudo superiore a 5 sono 3 a cui si aggiunge un evento di magnitudo mb 5.3 avvenuto in Bosnia-Erzegovina.


 

Alle ore 3:54 italiane del 26 novembre 2019 è stato localizzato un terremoto di magnitudo (Mw 6.2 6.5) nei pressi della Costa Albanese settentrionale, ad una profondità ipocentrale stimata intorno a 10 km. La località più vicina all’epicentro è Durazzo (Albania), la capitale Tirana dista 30 km.

[aggiornamento ore 7.25] Nella stessa zona sono seguite altre scosse, le più forti delle quali sono un evento di magnitudo mb 5.3 (ore 4.03) ed uno di magnitudo mb 5.4 (ore 7.08).

 

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Nel corso del 2019, la stessa regione è stata colpita da altri eventi di magnitudo significativa: Mw 5.8 (21 settembre 2019 ore 16.04) e mb 5.3 (21 settembre 2019  ore 16.15)

La stima dei parametri di scuotimento del suolo che l’INGV effettua per eventi nel  territorio italiano, sulla base dei dati dei sismometri e delle successive interpolazioni derivanti da conoscenze sismologiche, non è in questo caso basata su dati registrati e è quindi esclusivamente teorica. In zona epicentrale, sono attese accelerazioni teoriche di picco pari a circa 30% g che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso tra l’VIII ed il IX grado (scala MMI, Scala Mercalli Modificata ).

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In questa mappa è riportata la distribuzione delle intensità strumentali . La scala utilizzata è la Scala Mercalli Modificata (MMI – Modified Mercalli Intensity).

L’evento è stato ampiamente risentito sul territorio italiano, in tutta la costa adriatica ed in gran parte delle regione meridionali. Questi risentimenti sono confermati dalla mappa preliminare degli effetti del terremoto ricavate dai questionari (1730 alle 4.45) già inviati al sito www.haisentitoilterremoto.it che è in continuo aggiornamento.

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Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line di www.haisentitoilterremoto.it Con la stella viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.


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Sequenza sismica in Mar Adriatico, 6 dicembre 2015

Da stanotte è iniziata una sequenza sismica nel Mar Adriatico Centrale a nord delle Isole Tremiti.

Sala di monitoraggio sismico di Roma. In primo piano, i segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

Sala di monitoraggio sismico di Roma. In primo piano, i segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

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Localizzazione degli eventi sismici avvenuti oggi, 6 dicembre 2015 in mar Adriatico centrale. Dati: cnt.rm.ingv.it

Il primo evento, avvenuto alle ore 04:21 italiane (06-12-2015 03:21 UTC), è stato di magnitudo ML 3.9. Nelle ore successive sono localizzati altri 19 terremoti di magnitudo uguale o maggiore di 2.0.

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Sono 7 i terremoti che hanno avuto magnitudo tra 3.0 e 3.9 e 2 quelli di magnitudo maggiore di 4.0: il primo avvenuto alle ore 04:22 italiane di magnitudo Ml 4.0 (Mw 4.2), il secondo alle ore 17:24 italiane di magnitudo Ml 4.3 (Mw 4.4).

I segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

I segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

Trattandosi di terremoti molto distanti dalla costa, la localizzazione e la profondità si calcolano con molta difficoltà con i dati della Rete Sismica Nazionale, essendo la prima stazione TREM distante circa 40-50 km dagli epicentri.

La sismicità di queste ore si colloca all’interno della cosiddetta microplacca adriatica, un blocco relativamente stabile dal punto di vista geologico, se raffrontato con le aree adiacenti degli Appennini a ovest, le Alpi a nord e le Dinaridi a est. In queste aree si concentra la deformazione tettonica e i terremoti sono frequenti. La microplacca adriatica, tuttavia, ha al suo interno della zone di deformazione che possono generare terremoti, anche se meno frequenti e di magnitudo mediamente inferiore alle aree montuose circostanti, come si vede dalla distribuzione della sismicità degli ultimi 30 anni.

Per il terremoto di questa notte di magnitudo Ml 4.0 (Mw 4.2) i sismologi dell’INGV hanno determinato un meccanismo focale con una forte componente trascorrente, mentre per l’evento di oggi pomeriggio di magnitudo Ml 4.3 (Mw 4.4) il meccanismo focale preliminare è compressivo.

Al momento (ore 20.40) i questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ per l’evento avvenuto alle ore 17:24 italiane di magnitudo Ml 4.3 indicano che il terremoto ha avuto dei leggeri risentimenti nelle zone costiere abruzzesi e pugliesi.

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni Comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/6068821/mcs.jpg)

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni Comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/6288651/mcs.jpg)

Per ulteriori informazioni visita le pagine di evento disponibili su: http://cnt.rm.ingv.it

Bomba o non bomba? Ordigno bellico genera “terremoto” in Adriatico

Fare il turno in sala sismica comporta anche rispondere alle telefonate esterne. Se non si è nel mezzo di una sequenza sismica, le richieste sono disparate: persone che chiedono rassicurazioni sulla zona dove si stanno per recare in vacanza, sulla possibilità che il tremore che hanno avvertito in casa sia stato generato da un terremoto locale non riportato dagli organi di informazione, e così via.

Ieri, 8 luglio 2015, invece abbiamo ricevuto una telefonata che preannunciava l’esplosione di un ordigno bellico nel mare Adriatico. All’altro capo del telefono un Maresciallo del Circomare (Capitaneria di Porto) di Cesenatico, ci ha fornito i dettagli tecnici dell’operazione di brillamento di una bomba della II Guerra Mondiale che sarebbe avvenuto nel Mare Adriatico, al largo della costa di Cesenatico (Figura 1).

http://www.corriereromagna.it/news/cesena/13151/Spostato-l-ordigno-bellico-sommerso-e.html

Figura 1. L’ordigno rinvenuto – una “mina magnetica” di produzione tedesca risalente alla Seconda Guerra Mondiale – aveva un contenuto di circa 640 kg di esplosivo. http://www.corriereromagna.it/news/cesena/13151/Spostato-l-ordigno-bellico-sommerso-e.html

L’ordigno di 600 kg di esplosivo era, nelle parole del Maresciallo, uno dei più grandi mai rinvenuti nel mare Adriatico. Sarebbe stata la Rete Sismica Nazionale in grado di identificare e localizzare l’esplosione?  Il maresciallo ci aveva fornito in anticipo le coordinate geografiche e la profondità del sito dove sarebbe stata depositata la bomba (circa 14 metri sotto il livello del mare) e anche l’intervallo temporale entro il quale si sarebbe conclusa l’operazione, tra le 13 e le 15 di ieri, 8 luglio 2015.

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Terremoto M3.9 in Adriatico (Ancona)

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Epicentro del terremoto e stazioni sismiche che lo hanno rilevato

Il terremoto di magnitudo 3.9 risentito questa mattina lungo la costa marchigiana (alle 7:44) è stato rilevato da tutta la Rete Sismica Nazionale e anche dai sismometri dell’altra sponda adriatica, di cui riceviamo i dati in tempo reale.

Al momento (9:30) abbiamo registrato soltanto alcune piccole repliche strumentali (non percepite dalla popolazione) nelle vicinanze dell’epicentro del terremoto delle 7:44. La localizzazione di questi piccoli “aftershocks” risulta non facile a causa della distanza dalla costa e la mancanza di sismometri vicini all’epicentro.

Il terremoto di stamane ha interessato un settore del nostro territorio già colpito in passato da eventi sismici anche di un certo rilievo. I risentimenti riportati sul nostro sito web “Hai sentito il terremoto?” mostrano valori fino al IV grado Mercalli. La figura sotto mostra la storia sismica di Ancona, con i principali terremoti Leggi il resto di questa voce

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