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I terremoti nella STORIA: Ottobre 1768, un forte terremoto nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo al confine tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa

Nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 1768, attorno alla mezzanotte ora locale (cioè attorno alle 23 GMT, l’ora riportata per convenzione nei cataloghi sismici), due forti scosse di terremoto colpirono l’Appennino tosco-romagnolo, causando gravi danni nell’alta valle del fiume Bidente. Una decina di centri, tra cui Santa Sofia (oggi in provincia di Forlì-Cesena), subirono estese distruzioni, con effetti che sono stati valutati attorno al grado 9 della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg); poco meno di una ventina di altri paesi, tra villaggi e borghi, subirono danni gravi e diffusi, con effetti superiori al grado 7 MCS (Guidoboni et al. 2007).

La prima scossa danneggiò notevolmente Santa Sofia, dove crollarono edifici fatiscenti e mal costruiti, soprattutto case rurali. Dopo alcuni minuti avvenne la scossa più forte, che causò le distruzioni maggiori. Seguirono nella stessa notte altre scosse minori che causarono ulteriori danni a Santa Sofia e dintorni.

Distribuzione degli effetti del terremoto del 19 ottobre 1768 secondo Guidoboni et al. (2007) [fonte: DBMI11].

Distribuzione degli effetti del terremoto del 19 ottobre 1768 secondo Guidoboni et al. (2007) [fonte: DBMI11].

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