Mostra “Terra – Il pianeta in 5 sensi”, un incontro sensoriale tra scienza e comunità
Come coinvolgere le persone e raccontare che le geoscienze sono sempre intorno a noi? Partiamo da un punto importante: i nostri sensi possono trasformarsi in strumenti di esplorazione scientifica aiutandoci ad accrescere il nostro bagaglio culturale. Non ce ne accorgiamo ma le geoscienze permeano la nostra vita essendo, di fatto, continua la nostra interazione col pianeta e i processi geologici, geofisici, geochimici: l’olfatto ci offre un legame sorprendente con alcuni ambienti (dal terreno bagnato di pioggia ai gas emessi dai vulcani); il tatto ci connette fisicamente alla Terra permettendoci di percepirne le caratteristiche fisiche; o il gusto, in profonda relazione con la geologia (pensiamo per esempio alle caratteristiche organolettiche dei vini che crescono sui terreni vulcanici).
Da questo presupposto nasce “Terra – Il Pianeta in 5 Sensi”, la mostra dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che accompagna il pubblico alla scoperta delle meraviglie del nostro pianeta ammirando la sua bellezza e complessità, ascoltando la sua voce, percependo le sue vibrazioni. Un viaggio esperienziale che, giocando con curiosità, ricordi ed emozioni permette di coinvolgere grandi e piccoli e raccontare le geoscienze all’interno di un percorso che consente di visualizzare le linee di forza del campo magnetico, toccare la Terra, sentire i suoni del nostro pianeta.
Per farlo, abbiamo così messo da parte la didattica tradizionale, cambiando prospettiva: non partiamo dalle spiegazioni, ma dal vissuto delle persone, dai loro ricordi, da momenti ritrovati nella memoria grazie a stimoli sensoriali (odori, suoni, immagini), per avvicinare ancora di più la scienza a cittadine e cittadini.

Il percorso sensoriale
I fenomeni geofisici e geochimici sono raccontati attraverso esperienze e installazioni disposte su tavoli tematici interattivi, e mostrati lungo un itinerario che dialoga col visitatore: i contenuti, proposti in una successione di interrogativi e spiegazioni, risultano quindi coinvolgenti ed educativi. Muovendosi in ambienti che sollecitano olfatto, tatto, vista, udito e gusto, dall’ascolto delle onde sismiche, agli odori della Terra, alla narrazione dei sapori di antichi mari ormai scomparsi, si arriva alla Tavola Vibrante che può oscillare simulando il movimento orizzontale di un terremoto, un exhibit particolarmente emozionante e coinvolgente.
La collaborazione nata in questa occasione tra l’INGV e l’artista Filippo Gregoretti ha condotto verso la creazione di un’esperienza molto suggestiva, ovvero Màtrà, un’opera audiovisiva che, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, trasforma dati scientifici (sismogrammi e anomalie magnetiche) in musica e immagini, presentando la profondità del nostro pianeta come un’esperienza visiva e sonora impermanente.
Il percorso è progettato per essere il più inclusivo possibile, garantendo che ogni visitatore, indipendentemente dalle proprie abilità, possa esplorare e comprendere i fenomeni geofisici, attraverso esperienze tatto-sensoriali e percorsi privi di barriere. La realizzazione del percorso tattile per le persone con disabilità visiva è stata possibile grazie alla fondamentale collaborazione con l’Associazione di Volontariato Museum – ODV: disegni in rilievo e scrittura braille accompagnano gli exhibit nella sezione della Vista. La musica creata presso l’installazione Màtrà è supportata invece da due gilet aptici per permettere a persone con disabilità uditiva di percepire l’esperienza sonora grazie a stimoli vibrotattili. Abbiamo potuto così organizzare visite guidate multisensoriali (con l’Associazione di Volontariato Museum – ODV e con la Lega Del Filo D’Oro) perché la scienza è di tutti e di tutte.

La Mostra vuole anche informare sulle ricerche e sul lavoro portato avanti dall’INGV, un lavoro che entra nella vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine proteggendo e informando: dalla sorveglianza sismica alla gestione dei rischi naturali, dai cambiamenti climatici all’uso sostenibile delle risorse. Una sezione, infatti, mostra una parte del lavoro svolto presso la Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami, di Roma, come era un tempo e come è oggi, facendo riflettere le persone su come sono cambiati negli anni le modalità di monitoraggio sismico del territorio nazionale, sempre più accurate e sempre più veloci (se per il terremoto del 1980 ci vollero ore per calcolare l’epicentro, oggi la prima localizzazione automatica viene comunicata in circa 2 minuti).
Le tappe della Mostra
La Mostra, realizzata in occasione dei 25 anni dalla nascita dell’INGV, è stata inaugurata a Roma, presso Technotown – Hub della Scienza Creativa, a Villa Torlonia, il 3 aprile 2025. Successivamente è stata ospitata a Genova prima dal Festival della Scienza poi dal Comune di Genova (presso la Sala Dogana del Palazzo Ducale). Attualmente, e fino al 30 giugno, la mostra è a Livorno presso il MusMed, Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (ingresso libero gratuito il martedì, il giovedì e il sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, il mercoledì e il venerdì dalle 9:00 alle 13:00; la domenica la mostra sarà accessibile dalle 15:00 alle 18:00 con visita guidata a pagamento su prenotazione).
A partire da luglio 2026, sarà ospitata dalla città de L’Aquila, presso il Palazzo Spaventa, in concomitanza con la prestigiosa designazione della città quale Capitale Italiana della Cultura 2026.
Attraverso questo viaggio che si snoda tra diverse città e diverse realtà, la Mostra sta riuscendo nell’intento di essere un’esposizione itinerante e di raggiungere un pubblico vasto, diffondendo la cultura scientifica delle Scienze della Terra, adattandosi di volta in volta a spazi e tempi diversi, mantenendo i propri contenuti intatti e ottenendo risultati, in termini di numeri di visitatori, straordinari.
Tutto questo è stato reso possibile grazie alla grande collaborazione all’interno dell’INGV che ha permesso la nascita e la realizzazione della Mostra, al lavoro del comitato scientifico per lo sviluppo dei contenuti, e alle tante persone, studenti, laureandi, colleghi e colleghe, che si sono resi disponibili in mille modi, in particolare nel fare le visite guidate in tutti questi mesi. La persona che effettua la visita guidata, divulgatore o divulgatrice, è uno degli elementi essenziali per la riuscita di una mostra raccontando con competenza e passione la scienza al pubblico. Inoltre, quando è il ricercatore o la ricercatrice stessa a presentare i propri studi, il proprio lavoro quotidiano, nasce un collegamento diretto tra il pubblico e il mondo della ricerca, aggiungendo valore e forza ai risultati scientifici divulgati.
Tutti noi, ricercatori e ricercatrici che studiamo la Terra ogni giorno, incontrando bambini e adulti in una cornice coinvolgente come può essere questa Mostra, creiamo un ponte tra cittadinanza e scienza, offriamo un’occasione divulgativa importante per promuovere la cultura scientifica e per sottolineare il ruolo fondamentale che la Ricerca svolge per la società.
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A cura di Maria Grazia Ciaccio (INGV-Roma1), curatrice della mostra
Si ringraziano per il supporto continuo: Maddalena De Lucia (Responsabile del Centro Servizi Comunicazione e Divulgazione Scientifica) e Domenico Di Mauro (Responsabile del Settore Comunicazione), il comitato scientifico (elenco nei Crediti) per il lavoro e le idee sui contenuti, e tutte le persone che si sono spese in questi mesi, dedicando tempo ed energie per trasferire la mostra nelle diverse città. Tutte queste attività ne hanno consentito la fruizione completa e interattiva a quasi un anno dalla sua prima inaugurazione; un ringraziamento iparticolare va ad E. Eva, S. Solarino, G. De Astis, G. Soldati, V. Misiti, G.L. Piangiamore, G. D’Addezio e il Laboratorio grafica & immagini INGV.
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