Attività sismica in provincia di Messina, gennaio 2026: approfondimento e aggiornamento
Il 18 gennaio 2026 alle ore 14:54 italiane è avvenuto un terremoto di magnitudo Mw 4.1 (magnitudo Richter ML 4.0) in provincia di Messina, 2 km a sud di Militello Rosmarino, ad una profondità di circa 8 km. Tale evento era stato preceduto da 5 terremoti con magnitudo massima ML 2.4. Il 18 gennaio sono stati localizzati, oltre all’evento più forte, altri 35 terremoti e l’attività sismica è proseguita anche nei giorni successivi.
Aggiornamento del 22 gennaio alle ore 16
Ad oggi la sequenza conta circa 85 terremoti, di cui 50 con magnitudo minore di 2.0, 30 di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9, 5 di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
| Data e Ora (Italia) | Magnitudo | Zona | Profondità |
| 2026-01-21 00:28:58 | ML 3.6 | 2 km S Militello Rosmarino (ME) | 9 |
| 2026-01-20 22:45:56 | ML 3.0 | 3 km SW Militello Rosmarino (ME) | 9 |
| 2026-01-19 17:21:06 | ML 3.4 | 2 km W Alcara li Fusi (ME) | 9 |
| 2026-01-19 17:20:28 | ML 3.7 | 4 km SW Militello Rosmarino (ME) | 9 |
| 2026-01-19 05:17:12 | Mw 3.8 | 4 km SW Militello Rosmarino (ME) | 9 |
| 2026-01-18 14:54:16 | Mw 4.1 | 2 km SW Militello Rosmarino (ME) | 8 |
Per gli eventi di maggiore energia (riportati in tabella), è stato possibile determinare il meccanismo focale e la magnitudo momento Mw (ottenuta tramite TDMT, Time Domain Moment Tensor). Tali calcoli indicano un regime tettonico estensionale, caratterizzato da meccanismi di faglia normale con orientazione prevalentemente Est-Ovest.
Inquadramento geologico-strutturale
Dal punto di vista geologico, la Sicilia nord-orientale rappresenta un settore della catena montuosa Siciliano-Maghrebide che si è formata in seguito alla convergenza tra la Placca Africana e quella Eurasiatica. A partire da circa 27 milioni di anni fa, questa collisione ha prodotto una fase di intenso accorciamento crostale, responsabile della formazione di un insieme di grandi strutture sovrapposte che costituiscono l’ossatura principale della catena montuosa stessa. Dopo la fase principale di compressione, nell’area dei Monti Nebrodi-Peloritani la deformazione si è riorganizzata, portando all’attivazione di un sistema di faglie caratterizzate da movimenti prevalentemente estensionali, orientato in direzione NE-SO e localmente interrotto da sistemi trascorrenti, che accomodano movimenti orizzontali.

Le faglie estensionali hanno spesso “riutilizzato” superfici e strutture già esistenti, formatesi durante le fasi compressive precedenti. La loro attività, collegata a dinamiche tettoniche profonde, può determinare sollevamenti differenziali tra blocchi di crosta vicini, influenzando in modo significativo la morfologia lungo ampi tratti della fascia costiera settentrionale siciliana.
La sismicità che caratterizza quest’area, inclusa la sequenza attualmente in corso, è direttamente collegata alla riattivazione di queste strutture crostali. Pur non essendo associate ai grandi terremoti storici della Sicilia orientale (1693, 1908), tali faglie rappresentano un elemento importante della deformazione attuale e contribuiscono alla sismicità diffusa che interessa la Sicilia settentrionale e il settore tirrenico adiacente.
A cura di INGVterremoti con il contributo di Luciano Scarfì, OE-INGV.
Bibliografia
Finetti I.R., Lentini F., Carbone S., Del Ben A., Di Stefano A., Forlin E., Guarneri P., Pipan M., Prizzon A. Geological Outline of Sicily and Lithospheric Tectono-Dynamics of its Tyrrhenian Margin from New CROP Seismic Data. CROP PROJECT-Deep seismic exploration of the Central Mediterranean and Italy. Vol. 1. Elsevier, 2005. 319-376.
Licenza

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

