Custodi di Memoria: prosegue la raccolta dei ricordi dei terremoti del passato

Un orologio divenuto amuleto del terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia e Basilicata. Un abat-jour caduto dal comodino la notte del 20 febbraio dello stesso anno, a Cosenza. Le lettere ai familiari di un sottotenente in servizio a Massa d’Albe (AQ) dopo il terremoto del 13 gennaio 1915. E ancora: un calendario del 1997 rimasto alla pagina di settembre dopo l’evento nell’Appennino umbro-marchigiano, o il racconto di Peppe che ha iniziato a imparare cosa fare in caso di terremoto dopo l’evento del 1990 in Sicilia sud-orientale. 

Sono solo alcuni dei ricordi, tra racconti e oggetti, inviati dai primi 100 “Custodi di Memoria” via social o attraverso il google form

L’iniziativa, lanciata a novembre 2025 dal Dipartimento Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), prosegue in maniera permanente con l’obiettivo di realizzare insieme ai cittadini la prima Mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia. Una grande operazione collettiva per rispondere concretamente a una sfida: valorizzare le tracce invisibili dei terremoti, dare forza alla memoria personale trasformandola nella storia di tutti. 

Clicca qui per saperne di più. Seguici su Instagram o Facebook con l’hashtag #CustodiDiMemoria e invia il tuo ricordo. 

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