Eventi Sismici Mw 7.0 e 7.5 , stato di Yaracuy (Venezuela), 25 giugno 2026
Un terremoto di magnitudo di magnitudo preliminare Mwp 7.0 (M 7.2 – USGS) è stato localizzato alle ore 00:04 italiane del 25 giugno 2026 (24-06-2026 22:04 ora UTC) 28 km a nord–ovest di San Felipe (206’000 abitanti) dello stato di Yaracuy, circa 170 km a sud–est di Caracas, nel nord del Venezuela. Il sisma è avvenuto ad una profondità stimata di circa 3 km.
Per terremoti di queste dimensioni ed in regioni geologiche complesse sono necessarie alcune ore per avere un quadro più completo della stima dell’energia rilasciata e del meccanismo con cui si è attivata la sorgente sismica. Secondo l’USGS, si tratta di un primo evento sismico seguito da un secondo evento dopo 39 secondi con Magnitudo M7.5 e con epicentro a 23 km a sud-est di Yumare.
Il Venezuela settentrionale si trova lungo il margine complesso tra la placca Caraibica (a Nord) e la placca Sudamericana (a Sud). Il movimento relativo tra le due ha una componente importante di trascorrenza destra, cioè moto laterale destro, accompagnata localmente da deformazione distribuita. Le principali faglie attive che accomodano questo movimento sono il sistema Boconó–San Sebastián–El Pilar ed il sistema Oca–Ancón. Il terremoto odierno sembra aver attivato la regione dove questi sistemi si intersecano, probabilmente con l’attivazione di più faglie.

Tutti questi sistemi hanno dato origine in epoca storica a diversi eventi sismici distruttivi: si pensi ad esempio al terremoto del 28 marzo 1812 (M7.7) che ha colpito le città di Caracas e San Felipe e quello del 29 ottobre 1900 (M7.7) che colpì Caracas.
Pochi minuti dopo il terremoto, è stato diramato un’allerta tsunami per Portorico e le Virgin Island. L’allerta è stata “chiusa” senza evidenze di variazione del livello del mare alle 01:15 IT.
Riportiamo le proiezioni elaborate dall’USGS relative alla probabilità di occorrenza di eventi sismici significativi nei prossimi sette giorni nell’area. Le analisi (aggiornate alle 02:23:01 IT) indicano una probabilità settimanale del 43% che si verifichino eventi con magnitudo pari o superiore a 6. Questa percentuale si riduce notevolmente, attestandosi al 6%, per eventi con magnitudo pari o superiore a 7. Questo significa che, sebbene la probabilità sia bassa (4% settimanale), anche l’occorrenza di terremoti con una magnitudo superiore a quella registrata oggi è possibile. È fondamentale sottolineare che queste stime si basano su modelli probabilistici e non costituiscono una predizione, ma piuttosto un’indicazione statistica basata su dati e modelli disponibili al momento. Per ulteriori dettagli e per consultare la metodologia utilizzata, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale dell’USGS:https://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eventpage/us6000t7zp/oaf/overview
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