Mappa delle deformazioni permanenti prodotte dal terremoto, usando il meccanismo focale prodotto dall’USGS. Le deformazioni verticali sono rappresentate tramite la scala di colori, mentre quelle orizzontali tramite frecce. In nero il contorno della faglia estesa. (credit. Simone Atzori, Andrea Antonioli e Matteo Quintiliani – INGV).
TSUNAMI
Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV si è attivato subito dopo il terremoto di Samos. Il turnista CAT ha inviato il messaggio iniziale di allerta alle 11:59, otto minuti dopo l’evento, seguendo la procedura di allertamento che si basa sui dati preliminari della soluzione ipocentrale (magnitudo, posizione, profondità dell’ipocentro). Il messaggio prevedeva un livello massimo di allerta (ROSSO) per le aree di Grecia e Turchia più prossime all’ipocentro (triangoli rossi nella figura successiva) e un livello di allerta arancione per le coste più greche e turche più lontane (triangoli gialli). Per tutti gli altri Paesi del Mediterraneo, compresa l’Italia, è stato inviato un messaggio di Informazione, a indicare che non ci si aspetta che lo tsunami possa raggiungere quelle coste (triangoli verdi).

I messaggi vengono inviati dal CAT alla Protezione Civile nazionale e a molti Paesi dell’area euro-mediterranea. Per la conferma o la revoca dell’allerta il CAT si avvale della rete di mareografi presente nel Mediterraneo che vengono analizzati in tempo reale dai turnisti ed esperti del CAT per individuare eventuali anomalie. Nel caso del terremoto di oggi, dopo circa un’ora si sono iniziate a osservare delle anomalie, che hanno quindi determinato l’invio del messaggio di conferma (come si vede dalla figura del mareogramma per la stazione di Syros).

Successivamente, anche altri mareografi della regione egea hanno mostrato delle anomalie imputabili allo tsunami, sia pure di modeste dimensioni. Dalle immagini e video che nel frattempo venivano pubblicati in rete, si è notato che il livello delle onde di tsunami e l’inondazione a terra è stata in molti casi superiore alle misure strumentali, con picchi di run-up superiori a 1 metro e inondazioni maggiori di 200 metri. Da questi video si nota come le onde di tsunami, pur non altissime, posseggano una grande energia che si traduce in una forte velocità del flusso d’acqua e una lunghezza d’onda molto grande, tanto da somigliare a delle rapide di un fiume. L’allerta tsunami è stata chiusa alle 22:25 ore italiane.
Il Centro Allerta Tsunami INGV ha inoltre prodotto una simulazione della propagazione dello tsunami generato dal terremoto. La simulazione è stata eseguita utilizzando una batimetria con risoluzione spaziale di 15 secondi d’arco (~450 m) su un sistema di calcolo HPC su GPU utilizzando il software HySEA, un codice numerico per la modellazione della propagazione di onde di tsunami sviluppato dal gruppo EDANYA dell’Università di Malaga, Spagna (De la Asunciòn et al., 2013).
La mappa seguente illustra l’altezza massima delle onde raggiunte nella regione.

Nella seguente animazione invece viene mostrata la simulazione della propagazione dello tsunami nel mar Egeo (pannello di sinistra) e nell’area epicentrale (pannello di destra), in particolare nell’intorno di Seferihisar, dove diversi video amatoriali testimoniano gli effetti dell’inondazione. I colori rappresentano variazione del livello del mare: rosso indica i movimenti verso l’alto, il blu quelli verso il basso.
ARISTOTLE
Questo terremoto ha anche attivato il servizio di “expert assessment” multi-hazard offerto dal consorzio ARISTOTLE composto da 18 partners europei e di cui INGV e’ il “group leader”. Il servizio (7/24h) viene attivato dal Emergency Response Coordination Center (ERCC) della European Commission qualora si verifichino eventi naturali che possano provocare impatti significativi su persone e manufatti tali da richiedere l’attivazione del sistema unionale di protezione civile
Nello specifico di questo terremoto, l’attivazione e’ stata effettuata pochi minuti dopo l’evento e la “multi-hazard operational board” – una sorta di sala di emergenza virtuale in cui partecipano esperti di tutti gli hazard inclusi in ARISTOTLE – si e’ riunita immediatamente ed ha fatto partire le procedure per la raccolta delle informazioni scientifiche per la predisposizione del report di “expert assessment” sopra menzionato. Le informazioni inserite nella valutazione provenivano da enti nazionali ed internazionali e da analisi scientifiche realizzate internamente dal consorzio come ad esempio la simulazione dell’onda di tsunami generata dal terremoto. Il report include principalmente informazioni scientifiche di utilizzo dai disaster risk managers con enfasi su quelle che consentono di svolgere una prima valutazione dell’impatto dell’evento. Nel caso del terremoto odierno era importante valutare l’entità dello tsunami e dello scuotimento forte nella città di Izmir che conta più di due milioni e mezzo di abitanti e dove si sono verificati dei crolli di edifici. Il report è stato consegnato entro le tre ore previste ed ERCC lo sta utilizzando per valutare quali eventuali interventi di assistenza predisporre.
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