Archivi categoria: Sequenza sismica in provincia di Benevento 2019

Aggiornamento sulla sequenza sismica in provincia di Benevento del 17 dicembre 2019

Negli ultimi due giorni si è riattivata la sequenza sismica in provincia di Benevento iniziata il 21 novembre scorso con una serie di terremoti di magnitudo medio-bassa (magnitudo massima pari a 3.2 il 25 novembre alle ore 11:27) localizzati in un’area ad una decina di chilometri a sud della città capoluogo al confine con la provincia di Avellino.  L’area epicentrale è ubicata tra i comuni di San Leucio del Sannio, Ceppaloni e Apollosa, tutti in provincia di Benevento.

In particolare nella giornata di ieri, 16 dicembre, sono stati localizzati con le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area circa 27 terremoti di magnitudo maggiore rispetto a quelle degli eventi di novembre. Cinque di questi eventi hanno avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e sono avvenuti nella mattinata in un breve intervallo di tempo: i primi 4 in meno di un’ora (tra le 9 e le 10 della mattina) ed il quinto, alle ore 11:36, è stato il terremoto di magnitudo più alta, Mw 3.9.

La sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale dal 21 novembre nell’area a SUD di Benevento. In giallo sono evidenziati gli eventi degli ultimi due giorni con cinque terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.

Nella tabella viene riportato l’elenco dei terremoti del 16 dicembre di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.

Data e Ora (Italia) Magnitudo Zona
2019-12-16 11:36:15 Mw 3.9 2 km W San Leucio del Sannio (BN)
2019-12-16 09:53:59 ML 3.4 3 km SW San Leucio del Sannio (BN)
2019-12-16 09:52:59 ML 3.0 3 km W San Leucio del Sannio (BN)
2019-12-16 09:08:13 ML 3.2 2 km W San Leucio del Sannio (BN)
2019-12-16 09:06:33 Mw 3.6 3 km W San Leucio del Sannio (BN)

In totale sono oltre 60 dal 21 novembre i terremoti avvenuti in quest’area e rappresentati nella mappa sopra con colori differenti tra la prima fase di novembre, in blu, e quest’ultima in giallo.

Il terremoto di magnitudo maggiore è stato quello delle ore 11:36 del 16 dicembre, di magnitudo Mw 3.9, risentito in una vasta area tra le province di Benevento e Avellino (comprese le città capoluogo), ma anche in alcune località delle vicine province di Napoli e Salerno, come riportato nella mappa preliminare degli effetti del terremoto ricavata dall’analisi di oltre 550 questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it .

Gli effetti mostrati nella mappa evidenziano risentimenti fino al V grado della scala MCS (Scala Mercalli,Cancani, Sieberg), in particolare nel beneventano.

Per questo evento, inoltre, è stato calcolato il meccanismo focale, tramite il TDMT (Time Domain Moment Tensor), che evidenzia una cinematica di tipo trascorrente.

TDMT per l’evento di magnitudo Mw 3.9 delle ore 11:36 italiane del 16 dicembre.

Come abbiamo riportato nel post del 25 novembre scorso relativo alla sequenza sismica nel beneventano, l’area interessata da questa sequenza si colloca in una zona a pericolosità sismica da alta a molto alta, nonostante, nel corso dell’ultimo millennio, non risultino eventi sismici epicentrali particolarmente rilevanti. 

Nella provincia di Benevento soprattutto l’area a nord-est e nord-ovest del capoluogo è stata interessata nel passato da terremoti di magnitudo superiore a 7. I maggiori terremoti storici localizzati entro i confini provinciali sono quelli del 5 giugno 1668 (Mw 7.1), del 14 marzo 1702 (Mw 6.6), del 29 novembre 1732 (Mw 6.8) e del 21 agosto 1962 (Mw 6.2) che hanno tutti avuto origine nei settori della catena appenninica settentrionale e orientale della provincia stessa.

La sismicità storica nell’area estratta dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

La storia sismica delle località situate nell’area direttamente interessata dalla sequenza in corso è molto lacunosa. La segnalazione più antica risale al terremoto del 5 giugno 1688, quando Ceppaloni subì effetti macrosismici pari al grado IX MCS. Il terremoto del 21 agosto 1962 ebbe effetti valutati pari al grado VII-VIII MCS a Beltiglio (frazione di Ceppaloni), al grado VIII MCS a San Leucio del Sannio e al grado VI MCS a Ceppaloni.

A cura di Maurizio Pignone, Anna Nardi e Concetta Nostro (INGV-ONT).


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Sequenza sismica in provincia di Benevento, 25 novembre 2019

Da qualche giorno la Rete Sismica Nazionale dell’INGV sta localizzando una sequenza sismica in provincia di Benevento, in un’area ad una decina di chilometri a SUD della città capoluogo al confine con la provincia di Avellino. Dal 21 novembre 2019 sono stati una ventina gli eventi sismici localizzati tra i comuni di Ceppaloni (BN), San Leucio del Sannio (BN) e Apollosa (BN).

Alle ore 16:00 di oggi 25 novembre 2019 sul sito http://terremoti.ingv.it sono riportati 24 eventi sismici. Gli eventi principali sono stati:

  • ML 3.2 del 25-11-2019 ore 11:27:32 (I) in zona: 3 km W Ceppaloni (BN)
  • ML 3.1 del 25-11-2019 ore 12:15:21 (I) in zona: 2 km SW San Leucio del Sannio (BN)
  • ML 3.0 del 25-11-2019 ore 12:35:00 (I) in zona: San Leucio del Sannio (BN)

L’epicentro dell’evento sismico di magnitudo M 3.2 delle ore 11:27 italiane.

In questi giorni e soprattutto nelle ultime ore altri eventi sismici sono stati registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale  ma non è stato possibile localizzarli in quanto troppo locali e di bassissima energia. Ricordiamo infatti che per ottenere una localizzazione affidabile è necessario che l’evento sia registrato da almeno 3 stazioni sismiche. Come si può vedere dalla registrazione della stazione di VITU (Vituliano, BN) possiamo contare circa 35 eventi dalle 14 del 24 novembre ad oggi.

VITU_HHZ_IV4.png

Registrazione in continuo della stazione sismica di VITU (Vituliano, BN) dal 24 novembre ore 12:30 (UTC). Si vedono numerosi segnali, tutti analizzati dai sismologi esperti della sala di monitoraggio sismico dell’INGV. Alcuni di questi segnali sono dovuti ad eventi sismici (circa 35 di cui solo 19 localizzabili accuratamente) mentre altri sono rumori di tipo diverso.

L’area interessata da questa sequenza si colloca in una zona a pericolosità sismica da alta a molto alta, nonostante, nel corso dell’ultimo millennio, non risultino eventi sismici epicentrali particolarmente rilevanti. 

Nella provincia di Benevento soprattutto l’area a nord-est e nord-ovest del capoluogo è stata interessata nel passato da terremoti di magnitudo superiore a 7. I maggiori terremoti storici localizzati entro i confini provinciali sono quelli del 5 giugno 1668 (Mw 7.06), del 14 marzo 1702 (Mw 6.56) e del 21 agosto 1962 (Mw 6.15) che hanno tutti avuto origine nei settori della catena appenninica settentrionale e orientale della provincia stessa.

La storia sismica delle località situati nell’area direttamente interessata dalla sequenza in corso è molto lacunosa. La segnalazione più antica risale al terremoto del 5 giugno 1688, quando Ceppaloni subì effetti macrosismici pari al grado IX MCS. Il terremoto del 21 agosto 1962 ebbe effetti valutati pari al grado VII-VIII MCS a Beltiglio (frazione di Ceppaloni), al grado VIII MCS a San Leucio del Sannio e al grado VI MCS a Ceppaloni.

Storia sismica di Ceppaloni (BN) estratta dal Database Mascrosismico Italiano (DBMI 15) – https://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/query_place/

Le scosse di questi giorni si stanno verificando in un’area in cui la sismicità non è stata frequente negli ultimi anni, l’ultima sequenza sismica nel beneventano si è verificata nel settembre del 2012 con numerosi eventi localizzati nell’area tra Paduli e Pietrelcina (magnitudo massima M 4.1 il 27 settembre 2012).

La sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale dal 1985 ad oggi nell’area del Beneventano (magnitudo maggiori di 2.0).

Cosa succede quando c’è una sequenza sismica come questa appena descritte nella Provincia di Benevento o come altre che interessano continuamente il territorio italiano?

Alcune utili riflessioni nell’articolo pubblicato qualche giorno fa sul BLOG INGVterremoti per una zona sismica diversa in occasione della sequenza di Balsorano (provincia dell’Aquila) del 7 novembre. 

A cura di Maurizio Pignone (INGV-ONT) ed Emanuele Casarotti (INGV-Roma1)


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